DTM: Dennis Olsen centra a Spa il primo successo in carriera

credits: Twitter Porsche Motorsport

Il pilota della Porsche centra il suo primo successo nella serie tedesca correndo sempre in testa e resistendo sul finale agli attacchi di Götz

Prima pole position e primo trionfo nel DTM. Giornata perfetta per Dennis Olsen, che a Spa-Francorchamps conquista Gara 1 con la Porsche del team SSR. Quella del norvegese, alla stagione d’esordio nel campionato, è stata una corsa abbastanza lineare: al via è riuscito a difendere la leadership dal tentativo di attacco del compagno di marca Thomas Preining, che scattava al suo fianco, ed ha condotto i giochi dall’inizio alla fine, ad eccezione della fase dei pit-stop.

Olsen si è fermato ai box al 9° giro, ed ha ripreso definitivamente le redini del gruppo alla 17ª tornata, quando gli ultimi avversari hanno effettuato il cambio gomme obbligatorio. Nei giri conclusivi a mettere un po’ di pepe ci hanno pensato la pioggia, caduta a sprazzi in particolare sul rettilineo d’arrivo mentre tutti avevano le slick, e Maximilian Götz, che si è avvicinato da quasi 4 secondi di distacco a meno di 1. Ma il campione in carica non è stato in grado di tentare un attacco, pur festeggiando il suo miglior risultato dell’anno: anzi, nel 2022 non era nemmeno mai salito sul podio.

Podio che invece è stato completato da Preining, già vincitore al Norisring, con la 911 schierata dal team Bernhard. L’austriaco ha perso subito terreno quando si è toccato con Lucas Auer, compiendo uno spettacolare controsterzo all’Eau Rouge. Scivolato nono, ha poi recuperato terreno giocando d’anticipo con la sosta ai box al 6° giro .

C’è rammarico per Auer e Laurens Vanthoor, che hanno visto sfumare entrambi un risultato prezioso. L’alfiere Mercedes al 16° giro ha sofferto la foratura improvvisa dello pneumatico anteriore sinistro, dopo aver viaggiato secondo dietro a Olsen durante il primo stint. Nel suo pit-stop, peraltro, aveva già perso circa 3 secondi per un’incertezza nel fissaggio della stessa ruota che lo ha poi tradito, vanificando l’undercut. Vanthoor aveva già abbandonato al 14° giro, mentre era tra i contendenti per il podio.

Per Auer quella odierna poteva essere una ottima occasione nella caccia al titolo, approfittando della battuta a vuoto del capoclassifica Sheldon van der Linde, che non è andato oltre la 12ª posizione e resta fermo a 110 punti. Gliene guadagna 4 il nostro Mirko Bortolotti, che passa da -21 a -17, grazie ad un finale arrembante in cui è salito in ottava posizione (partiva 20°). Al secondo posto nella generale lo aggancia, però, René Rast, quarto al traguardo con la migliore Audi. Rast ha preceduto le altre R8 di Kelvin van der Linde e Nico Müller. In top 10 anche le Ferrari della AF Corse, con Felipe Fraga settimo e Nick Cassidy decimo, impegnato in extremis a battagliare con Marco Wittmann, che come Bortolotti ha avuto la meglio sul neozelandese.

Articolo originale di Jacopo Rubino per Italiaracing.net

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