F1: altro passo in avanti a favore dell’ambiente con i biocarburanti di seconda generazione

Dopo l’introduzione nell’ormai lontano 2014 delle Power Unit ibride, la Formula 1 ha sempre più messo in primo piano la necessità di ridurre al minimo o addirittura azzerare l’impatto sull’ambiente. Con tale obiettivo (che si punta a raggiungere entro il 2030), il Dipartimento Tecnico della FIA ha ricercato e sviluppato un carburante 100% sostenibile adatto ad alimentare le monoposto del futuro della categoria. Si tratta dei biocarburanti di seconda generazione: sono prodotti con tecniche che non comportano sottrazione di terreno agricolo alla produzione alimentare, cioè non destinati al consumo umano o animale. Ad esempio lo sono quelli prodotti tramite la lavorazione di legno, cellulosa, oli e grassi vegetali (da cui si ottiene il biodiesel). Recentemente sono stati consegnati i primi barili ai produttori di power unit (cioè Ferrari, Mercedes, Honda e Renault), a cui spetterà la fase di test e di convalida. Riguardo a tale argomento, il presidente della FIA Jean Todt si è espresso in questo modo:

La FIA si assume la responsabilità di guidare lo sport automobilistico e la mobilità in un futuro a basse emissioni di carbonio per ridurre l’impatto ambientale delle nostre attività e contribuire a un pianeta più verde. Sviluppando combustibile a base di rifiuti organici in grado di alimentare le vetture di Formula 1, stiamo facendo un nuovo passo avanti. Con il supporto delle principali aziende energetiche del mondo, siamo in grado di combinare le migliori prestazioni tecnologiche e ambientali.

Dario Proietto

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