F1: GP di Abu Dhabi, i retroscena di un post-gara controverso. Il Mondiale 2021 potrebbe decidersi in tribunale

La Mercedes protesta per due violazioni in regime di Safety Car. La Race Direction respinge i reclami della scuderia di Brackley, che intende appellarsi

Un finale caotico, quello del Gran Premio di Abu Dhabi della Formula 1, che ha consegnato alla storia il primo titolo di Campione del Mondo a Max Verstappen. Sotto la lente d’ingrandimento ci sono, come è quasi sempre successo nel corso di questa stagione, la Mercedes e la Red Bull con le rispettive prime guide Lewis Hamilton e Max Verstappen.

Al termine di una stagione tanto spettacolare quanto controversa, la scuderia di Brackley, profondamente in disaccordo con quanto accaduto negli ultimi giri della gara di Abu Dhabi, ha presentato due reclami riguardo a due infrazioni commesse in regime di Safety Car, che alla fine hanno condizionato un Mondiale già pesantemente criticato nelle scelte della Race Direction.

Il primo ricorso presentato dalla Mercedes riguarda un presunto sorpasso di Verstappen su Hamilton poco prima della ripartenza dalla Safety Car, con l’olandese che ha effettivamente messo il muso della sua vettura davanti a quello della macchina di Hamilton tra curva 12 e curva 13, poco prima della zona dell’hotel.

La Mercedes ha citato l’articolo 48.8 del regolamento sportivo, che cita espressamente che “nessun pilota può sorpassare un’altra vettura in pista, inclusa la Safety Car, fino a quando non supera la linea per la prima volta dopo il rientro della Safety Car in pit-lane.

La Direzione Gara ha respinto questo ricorso sostenendo che “sebbene l’auto #33 ad un certo punto, per un brevissimo periodo di tempo, si sia spostata leggermente davanti all’auto #44, in un momento in cui entrambe le auto stavano accelerando e frenando, è tornata dietro l’auto #44 e non era davanti al termine del periodo di Safety Car (cioè prima della linea).” Questa decisione è stata presa in seguito alla difesa della Red Bull, che ha sostenuto che “l’auto #44 non era stata sorpassata dall’auto #33, che entrambe le auto acceleravano e frenavano e che c’erano tantissimi precedenti sotto la Safety Car in cui le auto si erano accostate e poi tornate dietro l’auto che era di fronte.

Il secondo ricorso presentato dalla scuderia di Bracley è relativo all’articolo 48.12 del regolamento sportivo, che dice che “Se il Direttore di Gara lo ritiene sicuro ed il messaggio “LE AUTO DOPPIATE POSSONO ORA SORPASSARE” è stato inviato a tutti i concorrenti tramite il sistema di messaggistica ufficiale, tutte le vetture doppiate dal leader saranno tenute a superare le vetture in testa e la Safety Car. Questo si applica solo alle auto che sono state doppiate nel momento in cui hanno attraversato la linea alla fine del giro durante il quale hanno attraversato la prima linea della Safety Car per la seconda volta dopo che la Safety Car è stata schierata. […] Se il Direttore di Gara ritiene che le condizioni della pista non siano idonee per il sorpasso verrà inviato a tutti i concorrenti tramite il sistema di messaggistica ufficiale il messaggio “SORPASSO NON CONSENTITO.

Nel corso del regime di Safety Car, invece, la Direzione Gara ha inizialmente negato a tutte le vetture di potersi sdoppiare, salvo poi consentirlo solamente alle auto che si trovavano tra Hamilton e Verstappen, ovvero quelle di Lando Norris, Fernando Alonso, Esteban Ocon, Charles Leclerc e Sebastian Vettel. Tutte le altre vetture che si trovavano dietro a quella di Verstappen si sono invece visti negare la possibilità di sdoppiarsi.

La Mercedes ha affermato che c’erano due violazioni dell’articolo 48.12 vale a dire quello che afferma “…qualsiasi auto che è stata doppiata dal leader sarà tenuta a passare le auto in testa e la Safety Car” e “…una volta che l’ultima vettura doppiata avrà superato il leader, la Safety Car tornerà ai box alla fine del giro successivo.

La Red Bull, invece, si è rifatta sull’articolo 48.13, che dice che “il messaggio SAFETY CAR IN THIS LAP è il segnale che entrerà in pit-lane alla fine di quel giro.” e che tale articolo prevale su quello precedente. La scuderia di Milton Keynes ha inoltre citato l’articolo 15.3, che conferisce l’autorità assoluta al Direttore di Gara sull’utilizzo della Safety Car.

Il Direttore di Gara ha dichiarato che lo scopo dell’articolo 48.12 era quello di rimuovere le vetture doppiate che avrebbero “interferito” nella corsa tra i primi e che a suo avviso l’articolo 48.13 era quello applicato in questo caso. Il Direttore di Gara ha anche affermato che era stato a lungo concordato da tutti i team che, ove possibile, era altamente auspicabile che la gara si concludesse in regime di bandiera verde e quindi senza l’utilizzo della Safety Car.

Infine il rigetto del secondo ricorso, con la seguente motivazione: “I Commissari Sportivi ritengono ammissibile il reclamo. I Commissari Sportivi, viste le diverse dichiarazioni rese dalle parti, determinano quanto segue:
Che sebbene l’articolo 48.12 possa non essere stato applicato integralmente, in relazione al rientro ai box della Safety Car alla fine del giro successivo, l’articolo 48.13 lo prevale ed una volta visualizzato il messaggio SAFETY CAR IN THIS LAP, è obbligatorio far rientrare la Safety Car alla fine di quel giro.
Che nonostante la richiesta della Mercedes che i Commissari Sportivi risolvano la questione modificando la classifica per riflettere le posizioni alla fine del penultimo giro, questo è un passo che i Commissari Sportivi ritengono stia effettivamente accorciando la gara a posteriori, e quindi non appropriato.

Nonostante tutte le esaustive motivazioni, la Mercedes ha comunque notificato l’intenzione di impugnare la decisione dei Commissari Sportivi ai sensi dell’articolo 15 del Codice Sportivo e dell’articolo 10 del Regolamento Giudiziario e Disciplinare. La scuderia di Brackley ha 96 ore (a partire da ieri sera) per decidere se appellarsi o meno, ma nel caso decidesse di procedere, la classifica finale della stagione 2021 della Formula 1 potrebbe decidersi in tribunale e con tempi molto lunghi, avvelenando una preseason molto importante in vista della stagione 2022, che segnerà la nuova era tecnica della F1.
L’unica cosa certa, al momento, è che Max Verstappen è il Campione del Mondo 2021.

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