F2: Hauger trionfa nella Feature Race di Baku. Disastro Vips

credits: Twitter Prema Racing

Il pilota estone sbaglia l’ingresso in curva nella zona del castello, andando a muro e regalando la vittoria al pilota della Prema

Si è concluso con la Feature Race il Gran Premio dell’Azerbaijan della Formula 2. Una corsa in cui è accaduto di tutto, in tipico stile Baku, fino al colpo di scena decisivo: Jüri Vips, partito dalla pole position e con la situazione in relativo controllo dopo tanti episodi da replay, a sei minuti e mezzo dal termine picchia contro le barriere in curva 8, quella del castello, e disperato esce di scena.

Proprio lui che nel 2021 aveva centrato qui due vittorie su tre (c’era il vecchio format) ed avrebbe potuto ridare slancio alla sua stagione. Ad ereditare così il successo nella seconda gara del weekend è stato così Dennis Hauger: per il norvegese è il secondo dell’anno, ma il primo in una Feature Race. Per giunta pazza, e difficile anche da sintetizzare.

Il danese era terzo in griglia, ma al via è scivolato quarto dietro a Liam Lawson; poi ha approfittato della sosta ai box del neozelandese per riguadagnare una posizione ed è salito secondo quando Marcus Armstrong, alla ripartenza dalla seconda Safety Car, ha tamponato in frenata proprio il compagno Vips, che ne è uscito indenne, e si è dovuto fermare ai box a causa degli pneumatici spiattellati in frenata. Il caos alle loro spalle, intanto, ha creato detriti in pista che hanno richiesto una Virtual Safety Car, dopo la quale Vips stava comunque gestendo bene la situazione. Poi il clamoroso errore che ha spianato la strada al campione in carica della F3.

Il rientro della Safety Car è stato definitivo, con la bandiera a scacchi sventolata in regime di neutralizzazione allo scadere del limite di 60 minuti. Festeggia Hauger, festeggia Logan Sargeant, che centra il suo miglior risultato in F2 con la piazza d’onore, e festeggia anche Felipe Drugovich, che con un’altra gara attendista e fuori dai guai ottiene con mestiere un terzo posto pesantissimo in ottica campionato: il suo principale avversario Théo Pourchaire è rimasto infatti a mani vuote in 11ª posizione.

Il francese poteva andare a punti, ma è stato costretto ad una sosta extra per sostituire il musetto quando ha urtato pericolosamente le barriere nella confusione del secondo restart. Ora Drugovich comanda in classifica generale con 132 punti, volando a +49 sul portacolori della ART Grand Prix.

La Safety Car era stata immediatamente chiamata ad intervenire per il crash in apertura fra Olli Caldwell ed Amaury Cordeel (quest’ultimo è stato penalizzato con 3 posizioni in griglia da scontare nella prossima gara), poi di nuovo al 12° giro per l’incidente fra Roy Nissany e Cem Bölükbaşı (anche l’israeliano ha ricevuto la stessa penalità di Cordeel). Lawson, in lotta al vertice nella prima metà di corsa, era scivolato indietro per un cambio gomme lento e poi ha rimediato una foratura per una toccata con Jack Doohan: l’australiano, quinto al traguardo, è scalato tredicesimo per 5 secondi di penalità ricevuti.

Buon quarto posto per Jehan Daruvala con l’altra vettura Prema, seguito da Richard Verschoor che ha avuto la meglio su Enzo Fittipaldi. Frederik Vesti, vincitore ieri nella Sprint Race, ha terminato settimo una gara che per lui era nata male: rimasto inchiodato al via, il danese è stato spinto dentro la pit-lane e da lì ha riagganciato il gruppo, aiutato dalla prima Safety Car.

A completare la top 10 sono Marino Sato, Ralph Boschung e Jake Hughes. Calan Williams alla ripresa dall’ultima Safety Car si era ritrovato in vetta, dovendo ancora cambiare i pneumatici, ma al 18° giro si è autoeliminato con un lungo in frenata. Poi è giunto sedicesimo, ultimo fra i piloti “sopravvissuti” a questa sfida.

credits: FIA
credits: FIA
credits: FIA
/ 5
Grazie per aver votato!
Precedente MXGP: Tim Gajser domina a Teutschenthal in Gara 1 Successivo WSSP: Altra doppietta di Aegerter a Misano. Sua anche Gara 2

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.