FE: Evans trionfa a Roma in Gara 1

Il pilota della Jaguar bissa il successo del 2019 vincendo in rimonta e regolando Robin Frijns e Stoffel Vandoorne

L’ePrix di Roma si è confermato ancora una volta il più spettacolare dell’intero campionato di Formula E. Duelli, sorpassi e contatti dallo spegnimento dei semafori fino all’ultima curva: questo è il menù che solamente il tracciato dell’EUR riesce a regalare ogni volta che i “gladiatori” delle monoposto full electric scendono in pista. Qui a Roma, come un vero e proprio imperatore, è stato Mitch Evans ad apporre il suo secondo sigillo nella Capitale. Il pilota Jaguar, con una gara rocambolesca, ha infatti bissato quanto ottenuto nel 2019. Nonostante siano scattati dalla prima fila, nulla hanno potuto Robin Frijns e Stoffel Vandoorne, se non completare nell’ordine il podio.

Già al pronti via la gara è stata a dir poco turbolenta, con il poleman Vandoorne che ha chiuso subito la porta a Frijns e al compagno Nyck de Vries. Ma è a centro gruppo che, come da tradizione, è successo il tamponamento multiplo. Oliver Rowland è andato in testacoda dopo essere stato speronato da Edoardo Mortara, il quale è stato penalizzato di 5 secondi per la manovra. Numerose le vetture coinvolte, ma ad avere la peggio è stato Maximilian Günther, che con una Nissan uscita malconcia dal groviglio ha centrato le barriere di curva 9 chiamando l’ingresso della Safety Car.

Al restart Frijns ha rotto gli indugi, infilando Vandoorne per poi cercare di allungare approfittando della bagarre creatasi alle sue spalle. António Félix da Costa, il primo del gruppo di testa ad attivare l’Attack Mode, ha superato le due Mercedes. Il portoghese, però, nell’arco di poche tornare ha subito un drastico calo di performance della sua DS Techeetah, dovendo cedere strada a Vandoorne, de Vries ed anche al suo compagno Jean-Éric Vergne.

La rimonta di Evans è passata quasi in sordina. Scattato nono, il portacolori della Jaguar ha dapprima sfruttato il duello fra da Costa e Jack Dennis per balzare in top 5, essendo molto parsimonioso nelle prime fasi, per poi pigiare a fondo sull’acceleratore nella seconda metà di gara, superando senza remore Vergne e de Vries. Ultimo pilota di testa ad usufruire dell’Attack Mode, Evans, grazie alla potenza extra, è riuscito poi a sopravanzare Vandoorne e Frijns, involandosi così verso una meritata vittoria con netto vantaggio sui suoi inseguitori.

Con la gara allungata di altri 5 minuti, per via della neutralizzazione avvenuta nei primi giri, la bagarre per gli ultimi gradini del podio è stata intensa. Fra una serie di botta e risposta ad avere la meglio è stato Frijns, che ha preceduto Vandoorne il quale non è riuscito a sfruttare al meglio sia la pole che il Fan Boost. Quarto posto finale per la DS di Vergne, che ha tirato un sospiro di sollievo nelle ultime due tornate, quando de Vries ha alzato bandiera bianca rientrando ai box.

Con una monoposto malconcia e priva del passaruota destro, Sam Bird è riuscito a farsi largo a suon di sportellate, avendo la meglio su da Costa e Mortara proprio nel corso degli ultimi passaggi. Nonostante una gara tormentata, il ginevrino mantiene la leadership di campionato grazie al settimo posto finale. A chiudere la zona punti la Porsche di Pascal Wehrlein, seguito dalla Envision Racing di Nick Cassidy, autore anche del giro più veloce, e dal compagno di scuderia André Lotterer.

Il 13° posto finale non rende merito a Dennis. Il pilota del team Andretti ha confermato ciò che di buono aveva messo in mostra già nel corso delle qualifiche. Risalito fino al secondo posto, il britannico ha poi subito una penalità di 5 secondi per aver tamponato la DS di da Costa. L’aria di casa, purtroppo, non ha giovato ad Antonio Giovinazzi. Rimasto bloccato nel groviglio del primo giro, il pugliese, complice una Dragon/Penske non certo all’altezza delle altre vetture, non è riuscito a trovare il passo dei migliori restando relegato nelle retrovie.

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