Federica Mauri polemica contro la direzione gara dei Rally del Laghi

Non é finito nel migliore dei modi il Rally dei Laghi per Michel Della Maddalena e Federica Mauri. L’equipaggio della BS Sport si é reso protagonista di un’uscita di strada mentre stava affrontando la PS3. La loro Renault Clio R3C, dopo essere finita in una scarpata e dopo aver fatto un paio di carambole, ha preso fuoco a causa del contatto tra il catalizzatore, le foglie secche e i rami. Per fortuna, Della Maddallena e la Mauri sono usciti illesi dall’incidente, ma la navigatrice, tramite un post su Facebook, ha storto il naso contro la direzione gara, reo di non aver non aver prestato subito soccorso.

Queste sono le parole della Mauri che ha scritto sul proprio profilo Facebook: ‘‘Eccomi qui! Dopo 24 ore dell’accaduto a dover riportare le dinamiche dei fatti su un social perché chi ha sbagliato non si é preso le sue responsabilità! Parlo della DIREZIONE GARA del RALLY DEI LAGHI alla quale abbiamo pagato una tassa d’iscrizione per avere dei servizi che al momento del bisogno ci sono stati negati. Parlo degli equipaggi che vedendo una ragazza di 19 anni in mezzo alla strada con un cartello SOS più grande di lei hanno preferito evitare di prendere un tempo imposto piuttosto che aiutarci.

Domenica 28 febbraio 2021, PS 3 Alpe Valganna. Dopo esserci scomposti in un avvallamento in quinta piena iniziamo ad andare a destra e a sinistra fino a perdere il controllo della vettura, rotoliamo per 25 metri, dei rami entrano nel vetro anteriore e laterale della mia parte, scoppiano e inevitabilmente mi entrano in bocca. Finiamo di cappottare, Michel mi aiuta a scendere e cerco di togliere tutti i vetri addosso e in bocca. Il commissario, vedendo la situazione, chiama subito il capo prova e chiede, oltre l’intervento dell’ambulanza, di bloccare la prova per ben due volte. La DIREZIONE GARA risponde che la PS DEVE CONTINUARE. Finito di togliermi i vetri in pochi secondi, vedo le fiamme che iniziano ad alzarsi. Subito Michel schiaccia il pulsante dell’estinzione e inizia ad usare il brandeggiabile che dopo pochi secondi finisce. Intanto il commissario aveva già riferito della necessità dei vigili del fuoco, ma nessuno fa niente, non gli rispondono neanche più. Provo a pensare, e l’unica soluzione che trovo è di farmi aiutare dagli altri equipaggi con i loro estintori, così chiedo il cartello SOS al commissario, visto che il mio era già bruciato, e salgo fino alla carreggiata, mi metto in mezzo e alzando il cartello cerco di fermare gli equipaggi. Passano i numeri 40 e 41, mi vedono, mi schivano e accelerano. Successivamente si giustificheranno con versioni differenti: non mi hanno vista, mi hanno vista ma non hanno visto il cartello SOS, hanno visto una situazione di confusione che non sono stati in grado di decifrare. Evito di commentare. Dopo MEZZ’ORA di nulla assoluto, quando ormai rimane poco da salvare, arriva un furgone della decarcerazione, cerca di mettere in funzione la pompa e indovinate un po’! LA POMPA NON FUNZIONA. Dopo un’ora forse anche di più, quando della nostra R3 rossa e gialla é rimasta solo una scocca grigia e bruciata, arrivano i Vigili del fuoco! Più tardi mi reco in direzione gara, denuncio i mancati aiuti e il comportamento scorretto dei partecipanti, assisto al gioco del telefono senza fili, a ragioni imbarazzanti e MI PRENDO PURE UNA RAMANZINA perché, secondo i più alti direttori di gara, dato che non eravamo in pericolo di vita avrei dovuto esporre il cartello OK e non quello di SOS. Avrei quindi dovuto guardare passivamente la nostra macchina bruciare senza fare nulla, tralasciando il fatto che il fumo era salito e copriva anche la carreggiata, diventando quindi pericoloso anche per gli altri concorrenti. Successivamente se la sono anche presa con il commissario che ci ha aiutati, perché secondo loro doveva tenerci fermi e far continuare la gara visto che la vettura era fuori dalla carreggiata. Per quanto riguarda gli equipaggi che non si sono fermati vedendo il segnale SOS li hanno giustificati sostenendo la loro tesi, e indovinate un po’ perché l’hanno fatto? Perché nel momento in cui 1 SOLO membro dell’equipaggio espone il cartello SOS la direzione gara é OBBLIGATA a fermare la prova e far partire un’ambulanza, cosa che non é mai successa.C omunque la giustificazione dei rappresentati di ACI che erano a capo di questa gara é stata che non hanno fatto nulla perché se dovessero prendere per vere tutte le segnalazioni che i commissari fanno non riuscirebbero a fare tutte le prove. MA DICO MA SCHERZIAMO? Se fossimo rimasti incastrati e fosse successo il peggio che cosa sarebbe successo con la decarcerazione che arriva dopo mezzora e alla quale non funziona la pompa, con i pompieri che arrivano dopo un’ora e con l’ambulanza che non é mai arrivata? É davvero necessario aspettare che succeda una tragedia per prendersi le proprie responsabilità e cambiare le cose? Io sono stata cresciuta con principi diversi e i rally di cui mi sono innamorata da piccolissima grazie a mio papà non sono di certo questi. Faremo il possibile per far sì che chi di dovere si prenda le proprie responsabilità.”

Dopo qualche ora é arrivata la risposta degli organizzatori: ‘‘Alla luce delle pesanti accuse di responsabilità riportate dalla navigatrice Federica Mauri sul suo profilo Facebook, ci sembra doveroso dare alcune spiegazioni volte a chiarire i fatti accaduti onde evitare di fomentare inutili polemiche.A seguito dell’uscita di strada della vettura n.34 dell’equipaggio Della Maddalena-Mauri durante la prova speciale numero 3 del Rally Internazionale dei Laghi svoltosi domenica 28 febbraio, la direzione gara riceve subito informazioni rassicuranti circa le condizioni di salute dell’equipaggio che è fuori dall’abitacolo ed in sicurezza: sono illesi; la vettura è fuori dalla sede stradale e non comporta pericolo alcuno per gli equipaggi che devono sopraggiungere. Subito dopo il commissario presente sul posto prova a comunicare qualcosa alla direzione gara ma, chiaramente agitato, non riesce a dare informazioni comprensibili. Così accade per altre due volte per un totale di tre tentativi di comunicazione. Alla quarta volta, a messaggio più chiaro, viene dato ordine dalla Direzione di Gara di far entrare la squadra di Decarcerazione-Anticendio che si trova ad inizio prova. Per agevolare l’arrivo del mezzo, viene deciso di sospendere le partenze e non la prova così da garantire che le vetture ancora in strada possano liberare la sede il più velocemente possibile. Nello stesso momento la Protezione Civile in servizio lungo il percorso, comunica alla direzione gara di essere presente con un un’autopompa (cosa non prevista dal piano sicurezza). La direzione gara, chiede così a quella squadra di intervenire con il suo mezzo onde accelerare le operazioni e siccome la camionetta deve percorrere un tratto di controprova, viene ordinato solo in quel momento di bloccare la Ps. Questo mezzo è sul posto in soli 7’. Purtroppo però, una volta sopraggiunto, ha la pompa non funzionante e non gli è possibile operare per spegnere le fiamme che riguardano solo l’auto e pochi pressi attorno. La Protezione Civile comunque constata e conferma che non vi sono pericoli ma che è comunque necessario l’intervento dei VVFF per spegnere la vettura che ormai è già bruciata; i VVFF vengono chiamati direttamente dalla stessa P.C..Altro fatto contestato è il mancato stop degli avversari. Sono stati convocati gli equipaggi in questione e visionati attentamente i loro cameracar rivedendoli più volte anche attraverso fermo-immagine. Nessuno degli equipaggi ha notato la navigatrice con il segnale di soccorso. La Mauri non si trova in mezzo alla strada come da lei dichiarato bensì in una posizione effettivamente difficile da notare specie se si considera che quel punto di speciale è formato da un tratto molto veloce dove gli equipaggi arrivano in quinta marcia e affrontano il dosso sinistro tagliando la curva: ergo, lo sguardo dei concorrenti è focalizzato sul punto di corda in basso a sinistra e non in alto a destra dove lei, in mezzo ad altre persone, si è posizionata. La direzione gara ha fatto fatica a scorgere il cartello SOS nonostante i video rallentati.A tal proposito è bene sottolineare come i regolamenti vadano conosciuti prima ancora di esser invocati. Premettendo che in Italia vige il reato di procurato allarme oltre a quello di omissione di soccorso, la stessa navigatrice al posto della “ramanzina” avrebbe potuto incorrere in una pesante ammenda visto che il cartello SOS da lei esposto implica una precisa serie di procedure di intervento volte a salvare la vita di persone in pericolo e non a spegnere una vettura che è fuori dalla sede stradale per via di un incidente e per la quale, verosimilmente, nessun brandeggiabile di altre vetture avrebbe comunque potuto fare un granché. Chiudiamo con una considerazione: a più riprese, anche nelle dichiarazioni del collegio, lo stato della navigatrice è stato definito emotivamente alterato anche una volta chiamata a colloquio in direzione gara. Questo, sebbene comprensibile, è uno degli elementi che insieme all’adrenalina della corsa, ha probabilmente privato della razionalità necessaria per analizzare la situazione, la navigatrice Federica Mauri. Abbiamo altresì constatato la pacatezza – oltre alla giustificata tristezza e rassegnazione- che il suo pilota Michel Della Maddalena, ha mostrato nell’affrontare la situazione e nel prendere atto del fatto che, nel mondo delle corse sono cose che possono purtroppo capitare. Siamo dispiaciuti per quanto accaduto: auguriamo all’equipaggio di poter riprendere a gareggiare quanto prima onde lasciarsi alle spalle questa spiacevole esperienza per la quale – ci teniamo a sottolineare e ribadire- né la direzione gara né l’organizzatore del Rally Internazionale dei Laghi, hanno alcuna responsabilità!”

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Un commento su “Federica Mauri polemica contro la direzione gara dei Rally del Laghi

  1. Giuliano il said:

    Vergognoso comunicato , con le solite bugie come quelle contro il commissario “, che non si faceva capire” , le giustificazioni assurde per i concorrenti che non si sono fermati , glissano sul fatto che la vettura antincendio non funzionava e per ultima non è mancata la velata minaccia di procurato allarme per la navigatrice che invece di “SOS “ avrebbe dovuto esporre “ OK “ , il colmo !!!! A una direzione del genere dovrebbero strappare la licenza !

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