Formula Regional: Dino Beganovic vince a sorpresa Gara 1 ad Imola

credits: Formula Scout

Lo svedese della Prema conquista il secondo successo stagionale sfruttando una penalità data a Gabriele Minì

Sembrava fosse una giornata perfetta per Gabriele Minì, autore della pole position in mattinata e poi dominatore della prima gara di Imola della Formula Regional, ma un piccolo errore ha rovinato tutto. Pochi istanti prima dello spegnimento dei semafori, un leggero movimento, impercettibile dalle immagini televisive, ma rilevato dal sensore posto nell’asfalto, è stato sufficiente per costringere i commissari a penalizzare il siciliano della ART Grand Prix di 10 secondi, da aggiungere al tempo finale di gara.

Una volta ricevuta la comunicazione, Minì ha tentato di allungare sui propri rivali, ma le tre Safety Car entrate in azione e le due bandiere rosse esposte, non gli hanno permesso di mettere preziosi secondi tra sé e i propri avversari. Così, una volta applicata la penalità, Minì è precipitato dalla prima alla 28ª posizione. Un risultato pesante, che rappresenta il secondo zero in classifica nelle prime tre gare della stagione.

Non solo, la penalità rimediata consegna la vittoria al diretto rivale al titolo, Dino Beganovic, che con il secondo successo stagionale vola a 68 punti, ben 28 in più rispetto al compagno di squadra Paul Aron, terzo sul traguardo. Beganovic ha però ampiamente meritato la vittoria. Dopo aver ceduto la pole position a Minì per soli 64 millesimi, il pilota della Prema ha scavalcato con un bel sorpasso Mari Boya, che ha ingenuamente lasciato uno spiraglio aperto alla staccata del Tamburello.

Lo spagnolo compagni di squadra di Minì ha così perso la possibilità di ereditare la prima vittoria in carriera, chiudendo comunque in una positiva seconda posizione. Bene anche Sebastián Montoya, quarto e primo tra i rookie nonostante non sia riuscito a difendere la propria posizione dagli attacchi dell’esperto Aron. Kas Haverkort ha completato la top 5 dopo essersi ripreso la piazza persa al via da Joshua Dürksen, autore di un grande scatto con cui aveva scavalcato lo stesso Haverkort e Gabriel Bortoleto.

Quest’ultimo è stato il miglior rappresentante del team R-Ace GP, ma ha dovuto sudare le fatidiche sette camicie per tenere alle proprie spalle un velocissimo Leonardo Fornaroli, nuovamente in zona punti con l’ottava posizione dopo il 10° posto messo a segno nella gara inaugurale di Monza. Fornaroli ha tentato di insidiare Bortoleto, forte di un passo gara migliore, ma ha preferito non prendere rischi eccessivi, assicurandosi quattro punti pesanti. Anche Tim Tramnitz (compagno di squadra di Fornaroli) ha portato la Trident in top 10, resistendo agli attacchi di Hadrien David, incapace di risalire il gruppo dopo una qualifica opaca.

La gara è stata condizionata da tre lunghi periodi di Safety Car, uno dei quali trasformato poi in bandiera rossa, che è stata sventolata nuovamente nel finale. In un primo momento è stato Sami Meguetounif a portare all’interruzione delle ostilità, picchiando violentemente alla Piratella dopo un contatto con Matías Zagazeta. Il pilota francese è stato portato al centro medico per precauzione, ma è già stato dimesso incolume.

A dieci minuti dal termine della corsa Nicolás Baptiste ed Hamda Al Qubaisi si sono toccati, portando al secondo ingresso della Safety Car. La vettura di sicurezza è entrata nuovamente a cinque minuti dal termine a causa dell’errore di Owen Tangavelou, insabbiatosi dopo un testacoda al Tamburello. Infine, Eduardo Barrichello ha spedito nelle barriere senza troppi complimenti l’incolpevole Axel Gnos. La direzione gara ha esposto la bandiera rossa, accorciando la corsa di due passaggi.

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