Formula Regional: Minì si riscatta ad Imola in Gara 2

Il pilota siciliano conquista la prima vittoria stagionale difendendosi dagli attacchi dei propri rivali

Le vetture della Formula Regional erano pronte ad entrare in pista per il giro di formazione della seconda gara del weekend di Imola, quando uno scroscio di pioggia ha cambiato tutte le carte in tavola. I team hanno prontamente risposto, montando le gomme da bagnato (tutti ad eccezione di Axel Gnos e Macéo Capietto, che hanno tenuto le slick per tentare l’azzardo), ma la pioggia è cessata presto e sulla griglia di partenza tutti sono nuovamente tornati alle gomme da asciutto.

La gara è quindi partita con asfalto umido, ma poco prima di metà gara un secondo scroscio si è abbattuto nella valle del Santerno, allagando l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari dalla variante del Tamburello fino alle Acque Minerali, mentre il resto del tracciato è rimasto asciutto. In contemporanea un brutto incidente ha visto protagonisti Pietro Delli Guanti, Paul Aron e Sebastián Montoya, portando la direzione gara ad esporre la bandiera rossa. Di nuovo buona parte dei piloti ha cambiato gomme, rimontando le rain. Ma una volta ripartita la corsa, l’asfalto si è asciugato, rendendo ancora più difficile la vita ai piloti.

Nonostante tutto Gabriele Minì ha mantenuto il sangue freddo, dominando dall’inizio alla fine con grande autorità. Un weekend quasi perfetto il suo, non fosse stato per la frizione bruciata che ha fatto muovere la sua vettura sulla griglia di partenza di Gara 1, finendo per costargli il successo nella manche inaugurale. Alle sue spalle è emerso Dino Beganovic, che si è presto liberato di Tim Tramnitz, portando a casa un altro risultato pesantissimo in ottica campionato.

Il pilota svedese vola ad 86 lunghezze grazie a due vittorie e due secondi posti, salendo a +39 nei confronti del solido Kas Haverkort, ottimo terzo con il team Van Amersfoort, di cui ha risollevato le sorti dopo una stagione complicata. Haverkort ha avuto ragione di Tramnitz, Mikhael Belov, e Gabriel Bortoleto. Quest’ultimo ha chiuso alle spalle del pilota olandese, seguito dal compagno di squadra Hadrien David, mentre Belov, che aveva artigliato il terzo posto nelle battute iniziali, è scivolato sesto nel finale.

Aron ha chiuso in settima piazza, rimontando bene nella seconda metà gara, disputata con le gomme da bagnato dopo il gran lavoro degli uomini del team Prema, che hanno sostituito il braccetto anteriore destro, danneggiato nel contatto con Delli Guanti, nei dieci minuti a disposizione durante la bandiera rossa. Il pilota estone è stato scagionato dai commissari di gara per aver innescato il contatto, colpendo Delli Guanti nel posteriore mentre il pilota italiano lo stava scavalcando all’altezza della leggera piega che porta al Tamburello. La vettura del team RPM è poi schizzata verso quella di Montoya, che è salita su quella di Delli Guanti in un incidente che ha lasciato tutti con il fiato sospeso, ma da cui entrambi i piloti sono fortunatamente usciti illesi.

Gara difficile per Tramnitz. Dopo la strepitosa qualifica della mattinata, il rookie del team Trident non è riuscito a tenere il ritmo dei rivali più esperti, precipitando all’ottavo posto davanti al compagno di squadra Leonardo Fornaroli, che ha completato la doppietta della squadra di Maurizio Salvadori nella classifica riservata agli esordienti, assicurandosi il terzo risultato in zona punti in quattro gare.

Gran rimonta di Capietto. Nella prima metà di gara si è portato dalla 26ª alla 17ª posizione, ma è con le gomme da bagnato che ha completato l’opera, risalendo come una furia fino alla decima piazza nei tre giri a disposizione. Senza la Safety Car finale, chiamata per il testacoda di Victor Bernier, avrebbe forse potuto insidiare le due vetture della Trident. Non ha preso il via Sami Meguetounif, ancora dolorante dopo l’incidente di Gara 1.

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