Il fallimento della stampa italiana

Una vergognosa pagina di storia scritta dai “professionisti dell’informazione”

La notizia è arrivata come una bomba nella tarda serata di oggi: Fausto Gresini è morto!
“Cazzo”, ho pensato, “questa non ci voleva!”. Mi arriva un messaggio da uno dei fondatori della nostra pagina e di questo sito come un fulmine a ciel sereno.
Vedo tra le notifiche del telefono l’icona di Instagram, c’è qualcuno che ha commentato un post vecchio di qualche giorno: “È appena deceduto.”

Allora faccio la prima cosa che faccio di solito per vedere se è vero: apro Google e digito “Fausto Gresini”. Lo scenario è agghiacciante. Ben tre testate giornalistiche nazionali che riportano la notizia, scorrendo ne trovo altre. “Cazzo, ma allora è vero” penso…

Mi precipito subito a scrivere qualche riga, ma sinceramente non so cosa scrivere. Non so nemmeno cosa pensare, non avrei mai voluto scrivere quell’articolo maledetto, ma l’ho fatto.

Dopodiché lo invio ad un mio amico, magari lui ancora non ne sa nulla.
La sua risposta mi destabilizza totalmente: “Non è morto.”
“Aho, ma che cazzo dici” penso fra me e me.
Poi mi condivide il post di Lorenzo Gresini, il figlio di Fausto; recita proprio così: “Voglio ringraziare la stampa che ha avuto così tanto tatto nel comunicare e divulgare una notizia non verificata, siete proprio avvoltoi! Il mio grande babbo sta molto male, ma il suo giorno non sarà oggi.

Vado subito a cancellare l’articolo sul sito, su Instagram, su Facebook. Per ultimo vado a cancellarlo anche da Twitter. Nel farlo mi capita sott’occhio un tweet del team Gresini Racing: “Nonostante le notizie in circolazione, attualmente Fausto è ancora tra noi, seppur in condizioni critiche.

Non ci credo. Non ci credo proprio. Non è possibile. Ma è mai possibile che le più quotate testate giornalistiche italiane abbiano pubblicato una fake news così clamorosa?
È mai possibile che io abbia commesso l’unico errore che non dovevo commettere?

Ebbene si, sono successe entrambe le cose. L’Ansa, la Gazzetta dello Sport, Sport Mediaset, Moto Sprint, il Fatto Quotidiano, GP One, Sky Sport… Tutte le più importanti testate che abbiamo in Italia pubblicano questa vergognosa fake news. La notizia rimbalza pure all’estero, ed anche il quotidiano spagnolo El Mundo la pubblica.

Anche io l’ho fatto. Ed ho fatto il più grande errore che si possa fare nel giornalismo: non sono andato a verificare le fonti ufficiali, ma mi sono fidato di quello che tutti avevano detto.
E me ne vergono.

Io, aspirante giornalista, in procinto anche di prendere il tesserino, ho commesso l’errore più grande di tutti.

Sinceramente mi sento un po’ male, sono parecchio incazzato, sia con me stesso, che con tutto il mondo del giornalismo italiano. Come dice Lorenzo, sono tutti degli sciacalli.
E stavolta lo sono stato anch’io.

Una cosa avevo imparato di questo mondo: VERIFICARE SEMPRE LE FONTI!
Lo faccio con ogni articolo che scrivo.
Chi mi conosce sa che per 7 mesi ho scritto su un sito abbastanza importante e sono stato meritatamente cacciato da quel fantastico mondo per una cazzata che ho commesso.
Il padre di quel progetto mi ha insegnato due cose fondamentali: verifica sempre le fonti e non copiare.

Bene, in poco tempo ho trasgredito entrambe le regole.

È ormai un anno che “faccio il giornalista”. E non lo faccio per i like su Facebook o Instagram (anche perché ne prendiamo molto pochi). Lo faccio perché mi piace da morire. Lo faccio per passione. Lo faccio perché il Motorsport è la mia vita. E io voglio raccontarlo a 360 gradi. Io non voglio fare i like. Io voglio che voi vi appassionate al Motorsport, magari leggendo i nostri articoli.

Andrea e Pierluigi sono due fantastiche persone che ho conosciuto tramite la pagina. Sono entrato a far parte di questo meraviglioso mondo e li ringrazio profondamente.
Come ringrazio profondamente tutto il sito di p300.it per avermi sempre trattato come uno di loro e per avermi insegnato tanto.

Non ringrazio, invece, tutti quei siti che pensano solo a fare like e views, e che non sanno nemmeno cosa sia il Motorsport.

Chiedo umilmente scusa a Lorenzo Gresini, a tutta la famiglia Gresini, Fausto compreso, a tutto il team Gresini Racing e a tutti voi che ci seguite.

credits: Facebook Lorenzo Gresini
credits: Twitter Gresini Racing

Cordialmente
Leonardo Pignalosa

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