Intervista esclusiva a Stefano Nepa: ”Devo capitalizzare in gara tutta la velocità che ho dimostrato nelle prove”

Stefano Nepa ci ha gentilmente rilasciato un’intervista in esclusiva. Il giovane pilota di Giulianova ha concluso lo scorso anno in ventesima posizione in Moto3, conquistando come miglior piazzamento un settimo posto nel Gran Premio d’Europa a Valencia. Nepa affronterà quest’anno nuovamente la Moto3, ma con una nuova squadra, ovvero con il BOE Skull Rider Facile Energy. Ecco di seguito l’intervista.

Ciao Stefano. Nel 2020 sei stato nettamente più costante rispetto alle tue
prime esperienze nel Mondiale, ti senti di aver fatto un salto
di qualità, oltre alla maggiore esperienza? In cosa ti senti
migliorato maggiormente?

È il mix di tanti fattori che fanno la differenza. L’esperienza naturalmente
conta tantissimo, ormai è risaputo che i primi anni di Moto3 si soffre un po’.
Basta guardare l’età media dei campioni del mondo negli ultimi 5 anni, sono
tutti sopra i 20, e almeno dopo 3-4 stagioni di Moto3. Detto questo, ci
sono piloti che sono anche in grado di vincere subito una gara, ma essere
costanti non è semplice, specialmente in un campionato tirato e competitivo
come quello del 2020. Lo scorso anno sono migliorato molto sul giro secco,
infatti sono stato sempre molto veloce nel weekend e anche facendo
comparazioni con Albert Arenas, che poi ha vinto il titolo, ero a non più di 2-3
decimi da lui nelle prove. Ovviamente è stato fortissimo nelle gare, ci sono stati
weekend in cui soffriva ma poi la domenica riusciva a ribaltare la situazione
e il suo titolo è meritatissimo. Invece io in alcune occasioni non sono riuscito
a capitalizzare in gara tutta la velocità che avevo dimostrato nelle prove.

Guardando al futuro, ti aspetta una nuova stagione con il
team BOE Skull Rider Facile Energy. Cosa ti ha fatto maturare
la scelta di cambiare squadra? Quali sono le aspettative tue e
del team per il 2021?

Non era mia intenzione cambiare squadra. Il clima instaurato con il Team
Aspar era ottimo e da entrambe le parti c’era l’intenzione di continuare a
lavorare insieme. Diciamo che ci sono stati accadimenti esterni, non
dipendenti da me, e purtroppo le nostre strade si sono divise. Ma come
spesso si dice, si chiude una porta ma si apre un portone. Conoscevo già José
Boé e alcuni ragazzi del nuovo team. Mi piace la voglia che hanno di
tornare al top. Credono tanto in me e questa è la cosa più importante per un
pilota. Vedere il team che crede in te è una cosa bellissima! Per il resto sono
tranquillo e ho molta più consapevolezza quest’anno. Non mi sto ponendo
obiettivi in generale, sono tranquillo e la squadra mi piace tantissimo. Se si
lavora bene e si è liberi mentalmente le cose vengono da sole. Voglio
divertirmi e di conseguenza i risultati arriveranno!

Il team BOE Skull Rider Facile Energy ha scelto una line-up
tricolore, dato che al tuo fianco ci sarà Riccardo Rossi. Avere
un connazionale come compagno di squadra ti faciliterà il
lavoro sui dati e sulla messa a punto?

Tutti i team solitamente lavorano in modo coordinato e si scambiano
informazioni nello stesso box per cercare di ottenere la migliore prestazione
di squadra. La realtà poi è un po’ differente in quanto ogni pilota ha delle
esigenze diverse e non sempre si trovano soluzioni “copiando” il setting del
compagno di squadra. Io di solito sono molto concentrato a trovare le
soluzioni insieme al mio staff, perché poi quando entri in pista sei solo e
devi dare il massimo con quello che si ha.

Lo scorso anno avete gareggiato per la prima volta a Portimão.
Come ti sei trovato sul tracciato portoghese?

Portimão è stata una piacevole sorpresa. Mi sono trovato subito molto bene,
il circuito è veramente divertente. Per il 2021 non è stato ancora confermato,
si trova attualmente nella lista dei circuiti in via di definizione e spero che si
possa ripetere un Gran Premio in Portogallo.

Lo scorso anno, causa Covid-19, le gare si sono disputate a
porte chiuse. Quanto si è sentita la mancanza dei tifosi?

Siamo abituati ad interagire con i tifosi, nel paddock, ma anche nel circuito
durante il giro di lancio o quello di rientro. Non vedere nessuno,
specialmente nella prima gara dopo il lockdown a Jerez, è stato veramente
strano. E ti dirò che non è stata la sola mancanza quest’anno. Sempre per
colpa della pandemia, ad esempio, ho viaggiato tutto il campionato da solo,
senza nessun accompagnatore o persona della famiglia. È stata dura ma
allo stesso tempo un’esperienza positiva in quanto sento di essere cresciuto
moltissimo, non solo sportivamente ma anche umanamente. Sai, durante un
weekend di gara si vivono tanti situazioni diverse, a volte anche difficili, e
doversela cavare da soli è sì difficile ma anche motivante.

Hai sempre guidato la KTM in Moto3. Secondo te su quali aree
la casa austriaca deve migliorare? Dove vedi la Honda più
performante?

Sulla moto e su KTM non ho dubbi. Mi piace molto, mi trovo bene e sento di
poter crescere e migliorarmi ancora con loro. Dopo il mio addio con Aspar,
alcuni team Honda mi hanno fatto proposte ma nella mia testa non ho mai
avuto dubbi in merito. Volevo un team KTM per finire nel migliore dei modi
il lavoro che ho iniziato con loro.

Grazie mille per l’intervista Stefano, e buona fortuna per il futuro!

Grazie mille per l’intervista, sempre un piacere un saluto.

Lo Staff

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