Moto2, intervista esclusiva a Yari Montella: “L’obiettivo principale è crescere gara dopo gara”

Yari Montella ci ha gentilmente rilasciato un’intervista. Il giovane pilota italiano, classe 2000, affronterà per la prima volta il Mondiale Moto2 e lo farà con il Team Speed Up Racing, squadra con la quale lo scorso anno ha vinto il CEV Moto2, dove ha ottenuto ben 8 vittorie e due secondi posti. Ecco di seguito l’intervista.

Ciao Yari. Quest’anno debutterai in Moto2 e lo farai con il Team Speed Up Racing. Che obbiettivi vi siete prefissati tu e la squadra?

L’obiettivo principale ad oggi è quello di crescere il più possibile gara dopo gara. Essendo una categoria nuova, con moto e avversari totalmente diversi non saprei cosa aspettarmi, per questo preferisco continuare a lavorare su me stesso e pensare gara per gara.

Arrivi in Moto 2 dopo aver dominato il Campionato Europeo. Possiamo dire che la tua stagione sia stata da 10?

Magari mi sarei dato un 10 se avessi vinto tutte le gara (ride). A parte gli scherzi è stata un’ottima stagione, peccato solo per qualche gara, perché sennò sarebbe potuta essere davvero una stagione ineguagliabile.

Quest’anno Passerai dal motore Honda a quello Triumph. Pensi che sarà un problema?

Non penso sarà un problema, semplicemente devo adattarmi ad una moto diversa, ad un’erogazione diversa, ad un diverso modo di guida.

Nel 2019 la tua stagione non è stata brillantissima, ma era pur sempre la tua prima stagione in Moto2. In che modo sei riuscito a migliorare così tanto nel 2020?

Diciamo che questo è un po’ il mio stile, fare il primo anno di apprendistato e poi nel secondo portare a casa i risultati. C’è da dire che venivo comunque da una buona stagione, dove ho fatto, si, più errori del previsto, ma questi errori poi mi sono serviti per affrontare il 2020 in una maniera diversa. E poi sai, abbiamo lavorato duro in tutta la pre-stagione e, come dicevo, analizzando gli errori e i punti deboli dell’anno precedente, lavorandoci costantemente.

Un paio di giorni fa hai fatto un test con una Yamaha R1 sul tracciato di Cartagena. Ti è servito per toglierti un po’ di ruggine addosso?

Si, ho fatto 4 giorni di moto: 2 a Cartagena e 2 ad Almería. Sono stati 4 giorni belli e fondamentali perché ho avuto la possibilità di girare con gente tipo Canet, Martin, Forés, Arbolino ecc ecc. Oltre a levare la ruggine, mi sono serviti anche a imparare cose.

Quest’anno, Covid permettendo, avrai l’occasione di correre in nuovi circuiti. Quale ti affascina di piú? Inoltre, ti stai preparando in qualche modo per impararli?

Quello che mi mette più curiosità pensandoci è il Qatar; dalla TV sempre una pista enorme e poi credo anche che la prima gara sia quella dove sentirò più emozioni, o meglio, emozioni diverse. Guarda, oltre a giocarci alla play non saprei, magari quando si avvicinerà il weekend cercherò qualche video onboard.” 

Lo scorso anno, causa Covid-19, le gare si sono disputate a porte chiuse. Quanto si è sentita la mancanza dei tifosi?

È stata una stagione anomala, molto strana. Salire sul podio, affacciarsi e vedere solo i meccanici è un qualcosa di strano; ma diciamo che personalmente credevo che tutto saltasse da come era partita la situazione e quindi, quando mi ritrovavo lì, pensavo al pubblico meno delle altre volte.

Ringraziamo Yari per l’intervista. Gli auguriamo una grandissima stagione buona fortuna per il futuro!

Lo Staff

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