Moto3: Caos totale ad Austin. Vince Guevara con doppia bandiera rossa

Izan Guevara vince una gara che definire thriller è eufemistico. Nonostante due incidenti paurosi, tutti i rider OK

La gara fila liscia senza particolari problemi fino alla caduta di Filip Salač: a causa di un high side, il pilota ceco sbatte violentemente il torace sull’asfalto, perdendo anche un guanto; la sua moto resta a bordo pista e lui non si rialza: immediata la bandiera rossa. Di particolare importanza è l’ordine di ripartenza, poiché coinciderà con quello d’arrivo a causa di ciò che avverrà in “Gara 2”.

Izan Guevara scatta così davanti a tutti in quella che possiamo definire una sprint race, dato che a seguito della bandiera rossa la gara viene accorciata e dovranno essere percorsi solamente 5 giri. La sua moto, tuttavia, subisce un guasto meccanico (problemi all’ammortizzatore) e lo spagnolo è costretto al ritiro. Visibilmente frustrato, colpisce tutto ciò che ha a portata nel box.

Nel frattempo, Pedro Acosta – che ripartiva ottavo – cerca di recuperare posizioni su Dennis Foggia, alle prese con i piloti Petronas per la testa della corsa. Poco più dietro, a due giri dalla fine, si scatena una carambola terribile: in rettilineo Deniz Öncü taglia la strada a Jeremy Alcoba, che finisce inevitabilmente per terra. Andrea Migno e lo stesso Acosta non possono fare nulla per evitarlo. Il doppio impatto viene parato dalla moto di Alcoba e i piloti che seguono, nonostante l’elevata velocità, hanno la prontezza di riflessi di evitarlo. A seguito dell’urto, Migno ed Acosta prendono letteralmente il volo ed è solo un miracolo se anche loro ne escono indenni.

La corsa viene fermata per la seconda volta. Tocca a questo punto alla direzione gara e ai responsabili dei team discutere di come concluderla. Secondo il regolamento – come anticipato poc’anzi – l’ordine di arrivo finale è lo stesso di come i piloti sono ripartiti dopo la prima bandiera rossa, per cui viene decretata la vittoria di Guevara, che passa dalla disperazione ad un’incontenibile gioia. In termini di campionato è un ottimo risultato per Foggia. Il suo secondo posto, con Acosta che conclude ottavo, gli valgono 12 punti recuperati e ancora 30 di distacco con tre gare al termine della stagione. Chiude il podio John McPhee.

Jaume Masiá finisce quarto, seguito da Öncü quinto e in lacrime per aver causato l’incidente di Gara 2, incidente che è sotto investigazione e potrebbe avere delle conseguenze pesanti per il turco. Alle sue spalle troviamo Alcoba e Darryn Binder, che probabilmente è il pilota che ha perso di più dall’interruzione della gara, dato che si stava giocando le prime posizioni. Chiudono la top 10 Tatsuki Suzuki e Migno.

Stefano Nepa (11°) precede Romano Fenati ed Ayumu Sasaki. Xavi Artigas è stato protagonista di un jump start e ha dovuto cedere la prima posizione che si era conquistato nel primo giro: i due Long Lap Penalty lo portano in quattordicesima posizione. Completa la zona punti Niccolò Antonelli, protagonista di una caduta nel giro stesso della prima bandiera rossa, e che quindi prende comunque un punto.

Alla fine siamo grati di raccontarvi che dopo questa gara rimangono solo grande paura e sollievo, poiché si è evitato il peggio, ma dopo i numerosi incidenti fatali di quest’anno risulta sempre più chiaro che qualcosa deve essere modificato per il bene dei piloti stessi.

credits: MotoGP
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