Moto3, Pedro Acosta: “Noi piloti siamo i pagliacci dello spettacolo”

Credits: Pedro Acosta Twitter

In una recente intervista rilasciata a El Confidencial, Pedro Acosta ha parlato a ruota libera delle criticità in Moto3 e di molto altro

È un Pedro Acosta senza freni quello che parla a El Confidencial, uno dei giornali online più famosi in Spagna. Nonostante la giovane età, l’attuale leader della Moto3 sembra avere le idee ben chiare tanto sulla carriera quanto sulla vita personale.

La verità è che le persone mi piacciono pochissimo. Non faccio molto caso a ciò che dicono, sono poche le persone a cui tengo.

Purtroppo dobbiamo vivere nel mondo. Alla fine è uno spettacolo, un circo, e noi piloti siamo i suoi pagliacci. Accade di tutto… ma ehi, mi piace sentire cosa dicono le persone di me, soprattutto i detrattori. Mi sento come se avessi un fan club che guarda ciò che faccio 24 ore su 24. Io li ascolto ma finisce lì. Chiunque può dirti cose buone o brutte però avere qualcuno che ti guarda costantemente e esprime una propria opinione è fantastico.

In verità non credo molto agli psicologi. Penso che non ci sia bisogno di qualcuno che ti dica “non ascoltare questo, non ascoltare quello”. Siamo in un campionato mondiale, sappiamo già cosa è meglio o peggio per noi stessi.

Un anno fa mi sono ritrovato senza squadra e a casa… le cose cambiano in fretta, no?
Forse sarei andato nelle derivate di serie ma di certo non avrei smesso di correre con le moto perché è l’unica cosa che voglio fare nella mia vita.

Quello che mi piace di meno nella Moto3 è la costante ricerca della scia, rimanendo praticamente fermo in pista. Sono un po’ stanco di questo modo di fare. Ormai hanno tutti la strategia del non fare niente ed aspettare qualcuno da inseguire nell’ultimo minuto utile. Questo rende falsato il livello del campionato. Passiamo più tempo a piedi che a guidare la moto.

Quando guardo una gara di Moto3 con i gruppi di 18 piloti mi dico che questo è uno spettacolo e noi siamo i suoi pagliacci. Forse lo spettatore si diverte di più ma noi piloti no. La parte importante è vendere e per farlo bisogna far vedere qualcosa si divertente allo spettatore. Manca la competizione vera e propria.
In campionati come la Formula 1 nessuno aspetta e tutti danno il massimo in ogni sessione.

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