MotoAmerica: La difficile vita di Petrucci negli States

credits: Twitter Alessio Piana

Il centauro della Ducati ha deciso di provare l’esperienza della Superbike d’oltreoceano, confrontandosi con la pessima organizzazione in pista

È una stagione 2022 a due facce, quella che sta vivendo il nostro Danilo Petrucci negli Stati Uniti. Il pilota di Terni, dopo un 2021 agrodolce con KTM, ha deciso di riabbracciare il progetto Ducati provando l’impresa di imporsi oltreoceano. Dopo anni con la Desmosedici in MotoGP, prima nel team satellite Pramac e poi in quello ufficiale, Petrucci ha scelto la casa austriaca per trovare nuove motivazioni ed una speranza per rimanere nel Motomondiale, una scelta tuttavia fallimentare che l’ha allontanato dal panorama mondiale.

Nonostante la bellissima Dakar 2022 disputata proprio con il team ufficiale KTM, dove l’italiano ha brillato nella 5ª tappa a seguito della penalizzazione di Toby Price, rilanciando il proprio nome che dopo la deludente stagione in MotoGP con la KTM satellite del team Tech3 era finito un po’ nel dimenticatoio.

I rapporti fra Petrux e la Ducati, però, non sono mai tramontati, ed ecco che si è presentata l’opportunità di salire in sella alla Panigale V4 R del team HSBK Racing per la stagione 2022 del MotoAmerica Superbike: una sfida certamente molto difficile, ma non impossibile.

Se nel primo appuntamento stagionale al Circuit of the Americas di Austin il pilota ternano ha potuto contare su una vasta conoscenza del circuito texano e di una Ducati certamente molto potente e a suo agio tra le sezioni veloci del tracciato, vincendo agevolmente entrambe le gare, Petrucci ha cominciato a scontrarsi con l’organizzazione abbastanza pessima degli Stati Uniti.

Nel corso del 2° round a Road Atlanta il pilota italiano non ha avuto rivali in Gara 1, ma ha subito un pesante ritiro in Gara 2, colpa di una folle gestione dei problemi che gli organizzatori dell’evento non hanno saputo gestire. Dopo una prima bandiera rossa, al via della ripartenza l’intero circuito è stato colpito da un blackout che ha messo fuori uso tutte le telecamere del tracciato, sia quelle di sorveglianza che quelle televisive.

Un problema che si è protratto per circa mezz’ora, ma che teoricamente non avrebbe dovuto creare altri problemi se non un ritardo della gara. Ma anche qui la gestione del problema non è stata delle migliori: come spiegato da Petrucci tramite i social, nel corso di questo stop sono state effettuate numerose prove di partenza che hanno fatto sì che le varie moto rimanessero ferme in griglia con il motore acceso. Complice anche il caldo, la temperatura dell’acqua nella moto di Petrucci si è innalzata al punto tale che è andata in ebollizione, causando la rottura del motore della Ducati #9.

Dopo questo episodio la vita negli States ha riservato al nostro Petrucci un’altra vicenda stavolta ben più pericolosa. Dopo la prima gara al Virginia International Raceway, in cui l’italiano non è andato oltre il 4° posto incamerando un gap abissale dai primi 3, in Gara 2 è arrivato il 4° podio stagionale, con il nostro Petrucci che ha chiuso in 3ª posizione a soli 20 millesimi da Mathew Scholtz. Tuttavia, dopo il traguardo, il nostro portacolori è carambolato in terra (forse per un contatto proprio con l’alfiere Yamaha o nel tentativo di evitarlo) ad oltre 280 km/h.

Un incidente pazzesco, dopo il quale Petrucci si è rialzato molto spaesato e non ha trovato nessuno che si preoccupasse delle sue condizioni, tanto da doversi recare per conto suo al centro medico, mentre una scena alquanto vergognosa si consumava sul podio, con il vincitore Jake Gagne che ha festeggiato con Scholtz come se nulla fosse, mentre il gradino più basso vedeva l’assenza sia di Petrucci che del team HSBK Racing.

Come potete vedere, l’esito della caduta è stato abbastanza pesante; ovviamente noi speriamo che il nostro Danilone si rimetta presto in forma e che possa riuscire nell’impresa di conquistare il campionato, ma certamente delle vicende del genere è bene che non si ripetano più e che vengano messe sotto la lente di ingrandimento per il futuro.

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