Supercross 450: Anderson trionfa a Denver. Tomac è campione!

credits: Yamaha Racing

L’alfiere della Kawasaki conquista il suo 6° successo stagionale, ma il pilota della Yamaha ha chiuso i giochi con un round d’anticipo

Eli Tomac ha portato a termine la sua missione. Nonostante un infortunio al ginocchio, che lo ha fortemente condizionato nelle ultime settimane, l’alfiere della Yamaha ha mantenuto il focus sull’obiettivo e, davanti al suo calorosissimo pubblico, ha conquistato il secondo titolo in carriera nella classe regina del Supercross (a cui si aggiunge il titolo nella 250 West Coast del 2012). A 29 anni, sovvertendo ogni pronostico, è salito in sella alla moto più controversa del panorama americano ed ha dominato la scena diventando il più anziano pilota della storia a stelle e strisce a conquistare il titolo.

Il Main Event è stato comunque interessante; all’ennesima occasione persa per il velocissimo ed ancora troppo impreciso Chase Sexton, autore dell’holeshot e dell’errore che lo ha subito messo fuori dai giochi, si è contrapposta la solidità di Jason Anderson che ha rilevato il comando proprio nei confronti di Tomac e si è involato verso la terza vittoria consecutiva, mettendo cosi al sicuro la seconda posizione nel ranking generale.

Al pilota della Kawasaki, altro redivivo sul quale pochi avrebbero scommesso ad inizio stagione, va il merito di aver tenuto alto l’interesse per il campionato che altrimenti sarebbe stato monocolore. Secondo e terzo posto per coloro che si contenderanno l’ultimo gradino del podio del campionato, ovvero Malcolm Stewart ed il sorprendente Marvin Musquin. Entrambi hanno mantenuto, durante tutta la stagione, una costanza di rendimento encomiabile che gli ha consentito di andare oltre ogni più ottimistica previsione.

Analisi speculare anche per Justin Barcia, che in sella alla GASGAS ha trovato la sua dimensione agonistica. Sexton ha invece sbagliato molto in questa stagione. Per quanto mostrato, ha nelle corde la caratura per raccogliere il testimone dei grandi protagonisti del Supercross. Giovane, dotato di talento e tecnica indiscutibile, supportato da un team dal blasone pesante che lo ha formalmente insignito del ruolo di prima guida, dovrà necessariamente trovare in se stesso l’equilibrio per sfruttare con continuità tutte queste caratteristiche e sopperire all’assenza di Ken Roczen, che negli ultimi anni sta vivendo una situazione complicata dal lato infortuni.

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