W Series, Michèle Mouton: “Campionato limitato e discriminatorio”

Michèle Mouton accende il dibattito sull’utilità di un campionato interamente composto da donne.

Nonostante la crescita che sta avendo il campionato W Series, non mancano gli spunti per discutere quale sia la potenzialità del campionato tutto al femminile. In questo caso è Michèle Mouton, vice campionessa del mondo di rally nel 1982 e presidente della FIA Women in Motorsport Commission dal 2009, ad accendere il dibattito. Queste riflessioni giungono quindi da una voce piuttosto autorevole, con lo scopo di analizzare l’effettiva funzionalità del campionato. Di seguito, il pensiero di Mouton:

“Se la W Series viene interpretata come canale di selezione per attirare ancor di più giovani donne nel motorsport e consentire loro di accedere alle categorie miste di maggior importanza per continuare la loro carriera, ne sarei favorevole. Altrimenti, questo campionato rimarrà, ai miei occhi, limitato e discriminatorio, in cui solo le donne potranno competere tra loro. Inoltre, i migliori piloti sono già in squadre professionistiche e ovviamente non vogliono correre in W Series, il che spiega anche il livello limitato del campionato, dato che le migliori non partecipano.

Personalmente, penso che fino a quando queste ragazze non affronteranno la concorrenza dei ragazzi della loro generazione, sarà difficile emergere in Formula 1 dove non si tratta più di essere una delle migliori donne, ma uno dei migliori piloti del mondo, e per questo c’è ancora un molta strada da fare, quindi incoraggio i migliori di questa serie a perfezionare la loro formazione in F4 o F3 e a sfidare gli uomini.”

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