WEC: L’Alpine trionfa alla 6 Ore di Monza

credits: Alpine Racing

Grandissima la gara della scuderia transalpina, che piega le Toyota e vince in volata sulla GR010 #8. Beffa Ferrari in GTE-Pro, vince la Corvette

Seconda vittoria stagionale per l’Alpine #36 nel WEC, grazie al trionfo alla 6 Ore di Monza. Una vittoria a sorpresa per Matthieu Vaxivière, Nicolas Lapierre ed André Negrão, arrivata proprio sul finale del round italiano. Vaxivière è infatti entrato in contatto con la Toyota #7, guidata in quel momento da Kamui Kobayashi (che la condivide con Mike Conway e José María López). Il giapponese è così dovuto rientrare ai box, ricevendo anche una penalità per aver causato l’incidente.

La vettura #7 è comunque riuscita a giungere al traguardo in 3ª posizione, dietro la vettura gemella di Sébastien Buemi, Brendon Hartley e Ryō Hirakawa. L’equipaggio della GR010 #8 è stato bravo a recuperare da un problema elettronico iniziale, giungendo a soli 2,7 secondi dalla vetta.

Gara a parte della Peugeot, che ha finalmente portato al debutto le due 9X8. La scuderia transalpina ha sfruttato la trasferta italiana come test per accumulare chilometri e dati importanti. La vettura #93, guidata da Paul di Resta, Mikkel Jensen e Jean-Éric Vergne è stata fermata da noie al turbo quando il danese era al volante, mentre la #94 guidata da Loïc Duval, Gustavo Menezes e James Rossiter ha terminato staccata di 25 giri dai vincitori, facendo registrare tempi interessanti, ma anche numerose soste.

Gara amara per la Glickenhaus, con Romain Dumas, Olivier Pla e Pipo Derani che hanno iniziato ad accusare i primi grattacapi dopo la terza ora con la rottura del turbo quando Pla era al volante. Un vero peccato per la scuderia americana, che partiva con i favori dei pronostici dopo la pole position.


Passando alla classe LMP2, la vittoria è andata al team WRT con la vettura #41 portata in pista da Ferdinand Habsburg, Norman Nato e Rui Andrade. Il team è riuscito a beffare, grazie ad una bella rimonta ed una maggiore velocità nei pit-stop, la JOTA #38 guidata da António Félix da Costa, Will Stevens e Roberto González. Il vero protagonista è stato Habsburg, il quale ha vissuto un finale tutto all’arrembaggio. L’austriaco, nel suo ultimo stint, ha inanellato una sequenza di giri veloci che l’hanno portato a ridosso di Stevens. I due hanno battagliato sul filo dei secondi, ma nel corso dell’ultima sosta gli uomini della JOTA sono stati più lenti nel rispedire in pista l’inglese.

Primo podio in carriera per Vector Sport con la vettura #10 guidata da Ryan Cullen, Nico Müller e Sébastien Bourdais. Sesto posto di classe e nono assoluto per il team Prema (Lorenzo Colombo, Louis Delétraz e Robert Kubica). Ottimo lo stint iniziale di Delétraz, che si è portato al comando dopo un’intenso duello contro la vettura #22 del team United Autosports (Filipe Albuquerque, Philip Hanson e Will Owen). Purtroppo Kubica, durante il suo turno di gara, ha tamponato la vettura #1 del Richard Mille Racing Team (Charles Milesi, Lilou Wadoux e Paul-Loup Chatin) venendo penalizzato con un drive through. Il contatto con il polacco, inoltre, ha causato la rottura del cambio della vettura di Richard Mille, causandone il ritiro.

credits: Twitter WRT

Sorpresa anche nella GTE-Pro, con la Chevrolet Corvette #64 (Tommy Milner e Nick Tandy) che trionfa ai danni della Ferrari #52 di AF Corse (Antonio Fuoco e Miguel Molina) e porta a casa un successo che mancava dal 2015. La Corvette ha infatti superato a 3 minuti dalla fine la 488 GTE, costretta a pittare a causa della poca benzina residua nel serbatoio. Fuoco e Molina s sono dovuti così accontentare del 2° piazzamento di classe, davanti alla vettura gemella condotta da Alessandro Pier Guidi e James Calado.

credits: Twitter Corvette Racing

Infine, nella GTE-Am, la vittoria è andata alla Porsche #77 (Sebastian Priaulx, Christian Ried ed Harry Tincknell). L’equipaggio del team Dempsey-Proton Racing ha beffato all’ultimo la Ferrari delle Iron Dames. Al lungo al comando della gara, Rahel Frey, Sarah Bovy e Michelle Gatting sono state penalizzate dall’ultima Full Course Yellow causata dalla foratura accusata dalla Toyota di Kobayashi. A chiudere il podio la Porsche del Team Project 1 (Matteo Cairoli, Nicolas Leutwiler e Mikkel Pedersen), fino all’ultimo insidiata dalla 488 GTE del team Iron Lynx (Matteo Cressoni, Giancarlo Fisichella, e Claudio Schiavoni).

credits: Twitter Sebastian Priaulx

credits: FIA WEC
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