WSBK, Scott Redding: “Le critiche dei tifosi non m’interessano”

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credits: Scott Redding twitter

Il vicecampione del mondo del 2020 ha rilasciato un’intervista a Motosprint in cui racconta le sensazioni di questa prima parte della stagione. Anche se probabilmente non è stato l’avvio di campionato che avrebbe voluto, rimane la prima Ducati in classifica generale con due vittorie. È anche per questo che Redding rimanda al mittente le critiche subite:

“Fanculo, non mi interessano. In fondo sto facendo del mio meglio e sono la prima Ducati in qualifica, quindi non dovrebbero criticarmi. Ho avuto qualche difficoltà nelle prime gare, ma molte persone hanno dubitato di me durante la mia carriera, quindi ci sono abituato. Penso che, in generale, le persone dovrebbero mostrare rispetto, tenendo presente anche che la maggior parte delle persone che criticano i piloti non ha mai guidato una moto”.

Dopodiché, gli è stato chiesto di fare un bilancio su questa partenza e su quale possa essere l’obiettivo da raggiungere:

“Ho avuto più difficoltà del previsto. Abbiamo concluso i test invernali con un buon assetto di base, ma una volta arrivati ​​ad Aragon abbiamo iniziato a soffrire più del previsto, cosa che insieme al meteo sfavorevole ha complicato i piani, nonostante ciò è arrivata la vittoria in Gara 2. All’Estoril ho vinto un’altra gara, ma in Gara 2 sono caduto perché ho dovuto spingere troppo, invece a Misano non ho mai avuto il feeling giusto, mentre Michael Rinaldi è stato in grado di vincere facilmente. Tutta la Ducati ha sofferto a Donington, e anche io. Quindi in generale non è stata la partenza che volevo, sia per errori che per sfortuna, ma l’obiettivo resta il titolo, e per questo serve più costanza. Non ci manca nulla rispetto allo scorso anno, visto che siamo più o meno nella stessa situazione, ed è questo il problema. Le altre squadre hanno fatto piccoli ma decisivi passi in avanti, che giro dopo giro fanno la differenza: abbiamo fatto progressi anche in allenamento, ma in gara abbiamo sofferto. A Misano ho avuto problemi, ma pochi giorni dopo sono arrivato alle prove ed ero subito più veloce nonostante le gomme usurate, quindi ho pensato: ‘Accidenti, anche piccoli cambiamenti di condizioni fanno una grande differenza’.”

Infine, il pilota britannico ha espresso la sua opinione sulla situazione in MotoGP, dove dal prossimo anno ci saranno ben 8 Ducati in pista:

“Più quantità non sempre significa qualità, e Suzuki ne è un esempio: hanno solo due moto e sono molto concentrati. Forse la Ducati ha una visione diversa della situazione. Sicuramente più moto ti danno più possibilità, ma forse anche più pressione. Tuttavia, in fin dei conti, il fatto che così tante squadre amino la Ducati è la conferma di quanto bene stia lavorando”.

E per quanto riguarda il suo futuro:

“Ho iniziato a parlare con Ducati, perché vorrei restare qui anche nel 2022. Voglio vincere il titolo e solo tre case al momento possono farlo: io sono in una di queste, quindi vorrei restare per perseguire l’obiettivo comune”.

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